La lettera L
La L è la decima lettera dell'alfabeto italiano e una consonante laterale alveolare sonora. Si chiama elle, rappresenta sempre il suono /l/ e forma con la g il digramma gl, che davanti a i vale /ʎ/.
Nome e pronuncia
Il nome è elle, femminile e invariabile. Si articola appoggiando la punta della lingua sugli alveoli e lasciando uscire l'aria dai lati, da cui il nome di laterale. L'italiano mantiene la l chiara in ogni posizione, anche a fine sillaba: alto, sale, il. È una differenza netta rispetto al portoghese brasiliano, dove la l finale diventa [w], e rispetto all'inglese, che usa una l velarizzata a fine parola.
Come quasi tutte le consonanti può essere lunga, e la differenza distingue parole: pala e palla, colo e collo, bela e bella. La l si assimila inoltre nell'articolo: il diventa lo davanti a s impura, z, gn, ps e x.
Da dove viene la lettera L
L'antenato è il segno fenicio 𐤋 lāmed, il pungolo del pastore, un bastone ricurvo per condurre il bestiame. I greci lo presero come lambda Λ, con la forma di due tratti ad angolo, e i romani lo girarono fino a lasciare il tratto lungo verticale e quello corto orizzontale, che è la L attuale. La forma greca è ancora viva in matematica e fisica, dove lambda indica la lunghezza d'onda.
La L negli altri alfabeti e codici
| Sistema | Equivalente |
|---|---|
| Greco | Λ λ (lambda) |
| Cirillico | Л л |
| Ebraico | ל (lamed) |
| Arabo | ل (lam) |
| Morse | · — · · |
| Braille | punti 1-2-3 |
| Alfabeto NATO | Lima |
| LIS | indice e pollice ad angolo retto |
Parole che iniziano con L
- Natura: luna, luce, lago, legno, laguna, lampo.
- Animali: leone, lupo, lucertola, lepre, lumaca, libellula.
- Oggetti: libro, lampada, letto, lavagna, lenzuolo, lavatrice.
- Cibo: latte, limone, lasagne, lenticchie, lampone.
- Azioni e idee: leggere, lavorare, lavare, lasciare, luogo, lingua, libertà.
Regole e confusioni frequenti
Il digramma gl vale /ʎ/ solo davanti a i: figlio, aglio, egli. Davanti alle altre vocali serve una i muta: famiglia, foglio, maglia. In alcune parole dotte gl si legge invece /ɡl/: glicine, negligenza, anglicano, ganglio. Il suono /ʎ/ tra vocali è sempre lungo, ma la g non si raddoppia mai: si scrive famiglia e non famigglia.
- Come si pronuncia «gli»?
- Come un suono unico /ʎ/, non come g + l + i. Fanno eccezione le parole dotte come glicine e negligenza.
- Perché si scrive «famiglia» e non «famigglia»?
- Perché il digramma gl non si raddoppia mai nella scrittura, anche se il suono è sempre lungo tra vocali.