La lettera D
La D è la quarta lettera dell'alfabeto italiano e una consonante occlusiva dentale sonora. Si chiama di e rappresenta sempre il suono /d/, senza varianti di posizione né di regione.
Nome e pronuncia
Il nome è di, femminile e invariabile. Si articola appoggiando la punta della lingua contro la faccia interna degli incisivi superiori: è dentale, non alveolare come quella inglese. Non si palatalizza mai davanti a i, a differenza del portoghese brasiliano, e non si indebolisce tra vocali come in spagnolo. Come le altre consonanti, può essere lunga: cade e cadde sono due parole diverse, e freddo, addio e addome vogliono la doppia.
Da dove viene la lettera D
Il segno protosinaitico era una porta, dalt. I fenici lo disegnarono come un triangolo, 𐤃 dālet, con valore /d/, e da lì passò al greco come delta Δ, che conservò la forma triangolare e diede il nome ai delta dei fiumi per la loro sagoma. Etruschi e romani arrotondarono uno dei lati fino a ottenere la D con la pancia che usiamo: è la stessa porta, vista di profilo e con la cornice curvata dalla rapidità della scrittura corsiva.
La D negli altri alfabeti e codici
| Sistema | Equivalente |
|---|---|
| Greco | Δ δ (delta) |
| Cirillico | Д д |
| Ebraico | ד (dalet) |
| Arabo | د (dal) |
| Morse | — · · |
| Braille | punti 1-4-5 |
| Alfabeto NATO | Delta |
| LIS | indice teso, le altre dita a cerchio |
Parole che iniziano con D
- Casa e oggetti: divano, dizionario, disco, denaro, doccia.
- Animali: delfino, dinosauro, dromedario, daino.
- Corpo e persone: dito, dente, dottore, donna.
- Azioni: dare, dire, dormire, disegnare, decidere, dovere.
- Tempo e idee: domenica, dicembre, dubbio, diritto, desiderio, domanda.
La d eufonica e altre regole
La preposizione a e le congiunzioni e e o prendono una d per evitare l'incontro di due vocali uguali: ad andare, ed ecco, od odore. La norma moderna, seguita dalle case editrici e raccomandata dall'Accademia della Crusca, limita la d ai casi in cui la vocale seguente è identica: si scrive ed ecco ma e ora, ad andare ma a Empoli. Fa eccezione la formula fissa ad esempio, ormai cristallizzata.
Nessuna parola italiana termina in d, tranne le preposizioni con d eufonica e i prestiti non adattati. E le forme del verbo dare con accento — dà — si distinguono dalla preposizione da: mi dà da mangiare.
- Si scrive «ad esempio» o «a esempio»?
- Le due forme sono corrette, ma ad esempio è ormai una formula fissa e resta la più usata anche nella norma moderna.
- Quando si usa «ed» al posto di «e»?
- Davanti a parola che inizia per e: ed ecco, ed Elena. Davanti alle altre vocali la norma attuale preferisce la forma semplice.