Alfabeto protosinaitico
Il protosinaitico è l'alfabeto più antico che si conosca: una trentina di segni usati tra il 1900 e il 1500 a.C. da parlanti di una lingua semitica in Egitto e nel Sinai. Da esso discendono, senza eccezioni note, il fenicio, il greco, il latino, l'arabo, l'ebraico e le scritture dell'India.
Dove è comparso
| Sito | Luogo | Data approssimativa |
|---|---|---|
| Wadi el-Hol | Medio Egitto, presso Tebe | c. 1900-1800 a.C. |
| Serabit el-Khadim | Sinai, miniere di turchese | c. 1800-1500 a.C. |
| Lachish, Sichem, Ghezer | Canaan | c. 1700-1200 a.C. |
Le iscrizioni di Serabit el-Khadim furono scoperte da Flinders Petrie nel 1905 in un tempio dedicato alla dea Hathor. Erano circondate da testi geroglifici egizi perfettamente leggibili, e proprio per questo attirarono l'attenzione: usavano segni simili, ma non erano egizie.
Come è stato decifrato
La chiave la diede Alan Gardiner nel 1916. In diverse iscrizioni si ripeteva una sequenza di quattro segni: un bastone, un occhio, un pungolo e una croce. Gardiner ipotizzò che i loro nomi in semitico — baʿalat, «la Signora» — dessero il valore di ciascun segno tramite l'iniziale. La lettura tornava: il tempio era dedicato a una dea che i semiti chiamavano così.
Fu la scoperta del principio acrofonico: il disegno di una casa (bayt) vale /b/, quello dell'acqua (mem) vale /m/. Vedi origine dell'alfabeto.
Dal disegno alla lettera
| Segno originale | Nome | Suono | Fenicio | Greco | Latino |
|---|---|---|---|---|---|
| testa di bue | ʾalp | ʾ | 𐤀 | Α | A |
| casa | bayt | b | 𐤁 | Β | B |
| bastone da lancio | gaml | g | 𐤂 | Γ | C, G |
| porta | dalt | d | 𐤃 | Δ | D |
| uomo con le braccia alzate | haw | h | 𐤄 | Ε | E |
| gancio | waw | w | 𐤅 | Υ, Ϝ | F, U, V |
| mano | kap | k | 𐤊 | Κ | K |
| pungolo | lamd | l | 𐤋 | Λ | L |
| acqua | mem | m | 𐤌 | Μ | M |
| serpente | naḥš | n | 𐤍 | Ν | N |
| occhio | ʿayn | ʿ | 𐤏 | Ο | O |
| bocca | pit | p | 𐤐 | Π | P |
| testa | raʾš | r | 𐤓 | Ρ | R |
| arco / dente | šimš | š | 𐤔 | Σ | S |
| marchio, croce | taw | t | 𐤕 | Τ | T |
Che cosa aveva e che cosa gli mancava
Il protosinaitico era un abjad: scriveva solo consonanti. Nelle lingue semitiche funziona, perché la radice della parola è consonantica e le vocali portano soprattutto informazione grammaticale; in italiano equivarrebbe a scrivere cs e dedurre dal contesto se è casa, cosa o caso.
Non aveva nemmeno un ordine fisso, né un numero preciso di segni, né forme stabili: ogni scriba disegnava a modo suo e la direzione della scrittura variava. Quella standardizzazione arrivò con l'alfabeto fenicio intorno al 1050 a.C., e le vocali con il greco.
L'ugaritico, un ramo parallelo
Verso il 1400 a.C., nella città siriana di Ugarit, qualcuno ebbe l'idea di scrivere un alfabeto di 30 segni con la tecnica del cuneiforme: cunei sull'argilla. I segni non somigliano a quelli protosinaitici, ma l'ordine delle lettere è quasi identico, il che dimostra che l'ordine alfabetico era già fissato nel secondo millennio. Ugarit fu distrutta intorno al 1190 a.C. e la sua scrittura scomparve con lei.
Vedi storia dell'alfabeto ed evoluzione dell'alfabeto.
- Qual è l'alfabeto più antico del mondo?
- Il protosinaitico, di circa il 1900 a.C., trovato nel Sinai e nel Medio Egitto.
- Si riesce a leggerlo tutto?
- No. Si leggono parole e sequenze isolate, ma le iscrizioni sono brevi e molte restano senza interpretazione sicura.