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Sillabario

Un sillabario è un sistema di scrittura in cui ogni segno rappresenta una sillaba completa, senza che consonante e vocale si possano separare. L'hiragana e il katakana giapponesi sono gli esempi viventi più noti: か è ka, き è ki, e le due forme non si somigliano affatto.

La differenza con un abugida

È la distinzione che più si confonde. In un abugida come il devanagari, tutte le sillabe che iniziano con la stessa consonante condividono un segno base riconoscibile: ka, ki, ku sono varianti dello stesso disegno. In un sillabario non c'è alcuna relazione grafica: in giapponese か (ka), き (ki), く (ku), け (ke), こ (ko) sono cinque forme indipendenti da memorizzare separatamente.

La conseguenza è pratica: un sillabario ha bisogno di tanti segni quante sono le sillabe della lingua. Funziona bene in giapponese, che ne ha un centinaio, e sarebbe impraticabile in italiano, che ne ha più di mille.

I sillabari principali

SillabarioLinguaSegniOrigine
Hiraganagiapponese46 di baseIX secolo, dal kanji corsivo
Katakanagiapponese46 di baseIX secolo, da frammenti di kanji
Cherokeecherokee851821, inventato da Sequoyah
Sillabico aborigeno canadesecree, inuktitutvaria1840, creato da missionari
Vaivai (Liberia)212c. 1833, invenzione africana
Yiyi (Cina)819tradizionale, standardizzato nel 1974
Lineare Bgreco miceneo87XV secolo a. C., decifrato nel 1952

Perché i sillabari sono rari

Funzionano bene solo in lingue dalla struttura sillabica semplice. Il giapponese è il caso ideale: quasi tutte le sue sillabe sono consonante più vocale, non ammette gruppi consonantici e solo una consonante può chiudere sillaba, la n. Con 46 segni e due diacritici si copre l'intera lingua.

L'inglese, invece, ha sillabe come strengths, con tre consonanti all'inizio e quattro alla fine. Un sillabario inglese richiederebbe decine di migliaia di segni. Per questo le lingue dalle sillabe complesse usano alfabeti, e quelle dalle sillabe semplici possono permettersi un sillabario.

Il cherokee è l'unico sillabario al mondo creato da una persona che non sapeva né leggere né scrivere. Sequoyah, un orafo cherokee, capì verso il 1809 che i segni dei bianchi rappresentavano il linguaggio e dedicò dodici anni a inventare un sistema proprio, terminato nel 1821. Il suo popolo lo adottò in due anni e raggiunse un tasso di alfabetizzazione superiore a quello dei vicini bianchi.

Il caso giapponese: due sillabari insieme

Il giapponese è l'unica lingua che usa due sillabari paralleli per gli stessi suoni. L'hiragana scrive le parole giapponesi e la grammatica; il katakana i prestiti stranieri e le onomatopee. Qualsiasi parola si può scrivere in entrambi, ma scegliere quello sbagliato suona strano quanto scrivere una parola italiana in cirillico.

A questi due sistemi si aggiungono i kanji, caratteri logografici cinesi, e il risultato è il sistema di scrittura più complesso al mondo tra quelli in uso. Vedi alfabeto giapponese e tipi di alfabeto.

Che cos'è un sillabario?
Un sistema in cui ogni segno rappresenta una sillaba intera, senza che si possano separare consonante e vocale.
Perché ci sono così pochi sillabari?
Perché funzionano solo in lingue con poche sillabe possibili. Una lingua con gruppi consonantici richiederebbe migliaia di segni.
L'hiragana è un alfabeto?
No: è un sillabario. Ogni segno vale una sillaba, non un fonema.

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