Alfabeto gotico
L'alfabeto gotico, tecnicamente textura, è la scrittura dai tratti verticali serrati e spigolosi usata in Europa tra il XII e il XV secolo. È la lettera della Bibbia di Gutenberg e resta lo stile calligrafico più riconoscibile e più richiesto per tatuaggi e diplomi.
Da dove viene e perché è così
La gotica non nacque per gusto estetico ma per economia. Verso il XII secolo la domanda di libri crebbe con le università e la pergamena restava carissima: bisognava far stare più testo in meno superficie. La soluzione fu comprimere la carolina, stringere ogni tratto, eliminare le curve — che occupano spazio — e accostare le lettere una all'altra.
Il risultato risparmia circa un terzo della pergamena, e da qui il nome textura: la pagina scritta sembra un tessuto di linee verticali uniformi. Gli umanisti del Rinascimento la disprezzarono e la chiamarono «gotica» come insulto, associandola ai barbari goti, in opposizione alla scrittura «umanistica» che loro recuperarono.
Come si traccia
- Angolo del pennino: 45 gradi, costante per tutta la scrittura. È ciò che produce i caratteristici rombi alle estremità dei tratti.
- Altezza della x: cinque larghezze di pennino, molto alta rispetto ad ascendenti e discendenti, che sono corti.
- Tratti dritti: quasi tutto sono verticali. La o gotica non è tonda ma un esagono stretto.
- Spazio: il vuoto tra due tratti verticali deve essere uguale allo spessore del tratto stesso. Quell'uguaglianza è la chiave dell'effetto tessuto.
- Terminali a rombo: sopra e sotto ogni verticale, ottenuti con una piccola rotazione del pennino.
Le varianti della gotica
| Variante | Zona ed epoca | Tratto |
|---|---|---|
| Textura quadrata | nord Europa, s. XIII-XV | la più spigolosa e compressa |
| Rotunda | Italia e Spagna, s. XIII-XV | più tondeggiante e aperta |
| Bastarda | Francia e Borgogna, s. XV | più corsiva, tratti inclinati |
| Fraktur | Germania, s. XVI-XX | curve spezzate, la lettera tedesca fino al 1941 |
| Schwabacher | Germania, s. XV-XVI | intermedia, più tonda della fraktur |
La rotunda è la variante italiana: nata a Bologna nell'ambiente universitario, è più aperta e leggibile della textura nordica, e fu il carattere dei manoscritti giuridici e liturgici italiani per due secoli. La fraktur fu la lettera normale di stampa in Germania finché il regime nazista non la vietò per decreto nel 1941.
Il problema della leggibilità
La gotica è difficile da leggere, e la critica è valida fin dal Rinascimento. Le maiuscole sono particolarmente confuse: la I e la J, la U e la V, la S e la G si distinguono male. In minuscolo, la i, la m, la n e la u diventano una successione di tratti identici, ed è proprio per questo che la i finì per prendere il puntino: per poterla separare dal resto.
Conviene quindi usarla in testi brevi — un titolo, un nome, una frase — e mai in paragrafi lunghi.
Con che cosa scriverla
- Pennino a punta larga da 2 a 5 millimetri, lo strumento originale.
- Pennarello a punta smussata, più comodo per iniziare e con risultato quasi identico.
- Carta liscia da 100 grammi o più, rigata con linee guida.
- Mai punta flessibile: la gotica ha bisogno di spessore per angolo, non per pressione.
Vedi anche alfabeto calligrafia, alfabeto per tatuaggi e alfabeto lettering.
- Perché si chiama gotica?
- Per disprezzo. Gli umanisti del Rinascimento la associarono ai goti, cioè alla barbarie medievale, in opposizione alla scrittura che avevano recuperato dal mondo classico.
- Che angolo di pennino richiede?
- 45 gradi, mantenuti costanti. È ciò che produce i terminali a rombo.
- La rotunda è italiana?
- Sì, nacque a Bologna ed è la variante più aperta e leggibile della famiglia gotica.